Ventisei anni di tradizioni e di vita attorno al riso – Il saluto di benvenuto di Flavio Rigon.


Gentili lettrici e lettori, dal 14 al 18 settembre si tiene a Grumolo delle Abbadesse una delle manifestazioni più importanti e conosciute del Vicentino, ovvero la Festa del Riso, che l’anno scorso ha tagliato il traguardo dei 25 anni di vita. Quest’anno il riso lo si festeggia, quindi, per il 26° anno consecutivo, con tutti gli onori, dato che costituisce – insieme alle ville patrizie, tra cui la palladiana Villa Da Porto Rigo, patrimonio dell’Unesco – il fiore all’occhiello del territorio comunale. Chi dice Grumolo, infatti, dice riso prelibato e pluripremiato in alcuni tra i più prestigiosi Premi di carattere nazionale, superando concorrenti assai agguerriti e di grande fama. Non a caso, dai gastronomi e dagli appassionati di cucina è giudicato il miglior riso d’Italia, nelle sue varietà: Vialone Nano e Carnaroli. E dalla prestigiosa associazione Slow Food gli è stato conferito – per quanto concerne il Vialone Nano – addirittura la qualifica di presidio nazionale, per tutelarlo adeguatamente, considerate la sua unicità e la sua prelibatezza.

Ma il riso di Grumolo vanta una genealogia davvero particolare, poiché le risaie che tuttora coprono parte del territorio comunale vennero impiantate nel lontano Cinquecento, su iniziativa delle monache benedettine del monastero di San Pietro di Vicenza, che a Grumolo erano titolari di una sorta d feudo e possedevano grandi magazzini per la conservazione dei cereali prodotti nei loro campi e risaie. Ne è testimonianza soprattutto l’antica barchessa, che – ristrutturata – si erge nel centro del capoluogo. La Festa del Riso attira, secondo consuetudine, migliaia e migliaia di persone provenienti si può dire da tutta la Regione sia per onorare con allegria il rinomato bianco cereale, sia per fare scorta di riso locale negli appositi chioschi. Senza lasciare da parte la degustazione del famoso, inimitabile risotto dea badessa, preparato da una schiera di cuoche e cuochi volontari e servito con sveltezza, in una immensa tecnostruttura, da uno stuolo di cameriere e camerieri altrettanto volontari.

Alla Festa del Riso si viene, infatti, per gustare il risotto dea badessa e altri piatti eccellenti, oltre che per onorare il riso anche con l’acquisto del prodotto già confezionato, con il divertimento assicurato da rinomate orchestre-spettacolo su una piattaforma da ballo vasta e coperta, con la visita alla grande pesca di beneficenza, al dinamico mercatino equo e solidale e alle iniziative culturali e di svago allestite negli spazi pubblici dal Comune, dalla Parrocchia e dalle associazioni giovanili. Il programma di tutte le manifestazioni è elencato nelle pagine centrali di questo opuscolo, distribuito gratuitamente non solo per dare lustro alla Festa ma anche per dare un’idea di che cosa voglia dire partecipare a una manifestazione che rimanda alla storia e agli splendori del passato, ricco di colture e tradizioni agresti.
Vi aspettiamo ancora una volta a Grumolo delle Abbadesse, per accogliervi con cortesia e con l’augurio che possiate trascorrere, tra di noi, sani momenti di gioia.

Il Comitato Festa del Riso
Flavio Rigon
(Presidente)